
Anonima Folk
Parole ruvide dove rifugiarsi, riparare il proprio infinito. È un disco in cui la canzone si muove come una formica, ricerca le briciole.Storie e persone sono in movimento, ospiti di una stagione di amori smarriti e sanguinanti, dialoghi che appartengono al vissuto di tanti, sorretti da afflati di volta in volta folk, rock, pop, blues, ska.Le storie raccontate sono dodici, semplici, oneste, dirette, emozionate.Geometrie della semplicità, vogliono abitare la ferialità delle ore, avendo come interlocutore il volto umano.I personaggi che vivono queste canzoni sono intrisi nella dimensione del sostanziale, il quid della realtà, ciò che permette l'apparente.Quella dell'Anonima è una volontà, il conatus di cogliere, trascendendo il visto, l'affascinante, che da ragione ad ogni possibile ragione.E' questa la primavera di Anonima Folk vestigia di una umanità che pretende attenzione (ad-tensione) verso se.
Giuseppe De Trizio
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